anfore e pietro zardini

Recioto della Valpolicella ANFORA

Quando ti trovi davanti ad un’anfora colma di vino il suo fascino ti rapisce, sono convinto che sia il contenitore più bello ed emozionante che l’uomo abbia creato.

recioto anfora

Recioto della Valpolicella docg Classico.

Nella mia cantina sono presenti ormai da molto tempo diverse Anfore di varie capacità, per un totale di circa 10.000 litri di capienza. Il loro interno è naturale, non sono né resinate né paraffinate o trattate con cere, questo per permettere al vino di ricevere tutti i benefici che solo questo incredibile contenitore sa dare.

Anfore e storia.

Quando ti trovi davanti ad un’anfora colma di vino il suo fascino ti rapisce, sono convinto che sia il contenitore più bello ed emozionante che l’uomo abbia creato.

La loro origine risale a circa 3000 anni a.C. e, come per la Vitis Vinifera i reperti più antichi provengono dalla Georgia.

Da lì, si diffusero in tutto il mondo allora conosciuto, i Greci e soprattutto i Romani ne fecero un largo uso come semplici contenitori per olio, acqua ed appunto vino. I Romani introdussero la vite e l’arte enoica nelle loro colonie in giro per l’Europa e riportavano a Roma anfore piene di questo succoso nettare su carri o su grandi navi.

Intorno al 300 d.C., dopo l’introduzione dei fusti di legno da parte dei Celti, l’uso delle anfore venne pressoché abbandonato, sopravvivendo solo in alcune zone della Spagna e nel sud Italia.

Nel 2013, il loro utilizzo è stato riconosciuto dall’Unesco come patrimonio intangibile dell’umanità.

Anfore e Pietro Zardini.

L’anfora è viva è natura, un contenitore fatto di argilla cioè terra, l’anfora è pura, ha molti pregi e molti difetti è fragile e bisogna saperla gestire.

Mi innamorai subito di questi antichi contenitori e dopo qualche anno passato a studiarli decisi di comprarli

Fin dal primo approccio capii che l’uso dell’Anfora poteva dare dei grandi risultati, induceva i vini ad evoluzioni molto interessanti sia al profumo che al gusto, anche se il suo utilizzo risultò abbastanza complesso.

Dopo varie prove fatte su vini secchi provai ad affinare il Recioto, il grande vino dolce della Valpolicella.